AGLI ITALIANI D’AMERICA

 

 

 

L'America ha vissuto, agli inizi del XX secolo, la più grande ondata migratoria di italiani provenienti dalle regioni più povere ed in cerca di lavoro e fortuna. 

Il primo impatto dei nostri connazionali con l'America fu molto duro: l'industria americana era bisognosa di manodopera ma il paese non aveva le strutture necessarie ad accoglierli.

Privi di istruzione, in contatto con persone diverse per lingua, religione, cultura, razza, furono costretti a raggrupparsi in “comunità” con condizioni di sopravvivenza difficile.

L'insediamento degli italiani segnò la fortuna degli speculatori e dei padroni di case, ma i quartieri in cui vivevano si trasformarono in formicai umani in lotta quotidianamente per rifarsi una vita, dove la miseria, la delinquenza, l'ignoranza erano elementi predominanti.

Nell'America del Sud l'integrazione fu più facile perché la lingua e la religione non erano molto diverse dalle nostre.

Negli Stati Uniti, al contrario, gli emigrati trovarono lavoro come operai nelle grandi fabbriche e dovevano abituarsi ad una lingua, ad usi e costumi di vita molto diversi dai propri.

Dalla metà dell'Ottocento, fino ai nostri giorni, oltre 20 milioni di italiani sono entrati in America.

Oggi esistono oltre 14 milioni di Americani di discendenza Italiana, costituendo una delle maggiori comunità europee d'America. Gli Italiani rappresentano il secondo segmento di Euro-Americani (preceduto solo dai tedeschi) e sono i soli Europei presenti nei primi dieci gruppi etnici in emigrazione verso gli Stati Uniti.

Gli "Italiani d'America" sono divenuti un elemento integrale dell'evoluzione della vita americana.

Alcuni definiscono gli Italiani d'America migliori degli italiani che vivono nel nostro Paese: la famiglia, la bandiera, la lingua, il patriottismo, il senso del dovere, sensibilità che i cittadini italiani danno per scontato, sono invece forti e vive nell'animo dei nostri connazionali all'estero.

Oggi i valori e l’Eredità degli italiani d’america sono un tesoro che all’estero si è conservato puro ed incontaminato e di cui la Nazione ha grande necessità.

L’Italia deve ritornare all’amore dell’inno nazionale dove la fratellanza è il principio che più di ogni altro lo caratterizza. Un inno che se in Italia non è quasi conosciuto fuori ed all’estero è cantato dai nostri che con commozione sentono il richiamo della Patria natia. L’Italia si sta destando sotto lo stimolo dei fratelli d’Italia che vivono all’estero e dei quali la comunità americana mantiene il primato numerico.

Il nostro inno nazionale si rivolge con fiducia a Dio e chiede l’unità dei fratelli italiani ovunque dimoranti: tutti uniti in un solo vincolo di amore e di solidarietà, forti più di qualsiasi altra etnia, a dimostrare che i colori stessi della nostra bandiera sono presenti presso il Trono di Dio e quindi sopra tutti gli altri colori.

L’Italia si attende come non mai dai figli lontani una prova di fedeltà e di comunione per raccoglierci ancora una volta sotto una sola bandiera e per affrontare con forza e fiducia un nuovo percorso di storia, fatto di altruismo e di tolleranza, di comprensione e di civiltà.

 

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